MARCELLO MIO

Aggiornamento: 1 giorno fa

Roma, inizio primavera 2023

All’unico tavolo occupato nel dehor del Principe, un restaurant and cocktail bar di Via Veneto, delle anziane americane discutono con vigore sull’ordine delle mogli di Vittorio Gassman.

Dentro il locale, sotto al bancone, le unghie consumate di una giovane donna grattano l’escoriazione sull’avambraccio. CECILIA (29) arrotola la camicia per nascondere la macchia di sangue e dopo uno shot di gin, porta i Cocktail Martini alle americane.

Fuori non resiste, improvvisamente vivace, le corregge sull’ordine delle mogli avute da Gassman.

Al Principe arriva JESSICA (31), slanciata albanese in tuta alla moda che, dopo aver chiesto a Cecilia novità sul self tape, le chiede in prestito il motorino. Vuole andare da una cinese a farsi un abito su misura di Elisabetta Franchi. Fra poco ci saranno le selezioni per le commesse di Atelier 22, un famoso brand che aprirà in autunno a Via Veneto.

Quando Cecilia torna a casa, MARCELLO (33), bel moro siciliano, dice di avere una sorpresa, tramite un nuovo cliente le ha procurato l’indomani un colloquio. In un teatro del centro stanno cercando una maestra per il corso dei bambini e a lui sembra un compromesso perfetto tra quello che ha studiato e la sua passione per la recitazione. «Ma… Sicura 'morù che ti va di farlo?»

«Sì, certo che mi va!»

Il giorno dopo, Cecilia scopre che Jessica ha fatto un piccolo incidente in motorino e quando arriva con la 500 car sharing al teatro, squilla il telefono. É Stream Italia, dopo aver visto il self tape, la vogliono sentire per la protagonista nella serie Giuseppina Carasso, dall’altra parte di Roma, «fra un’ora, è un problema?»

Attraversa la città ripetendo le battute al volante, passa da casa a prendere body e tutù, chiede al poster di Mastroianni in camera se non stia facendo una cazzata; e si impegna, non sbaglia le battute, è elegante nella parte di ballo. Però sul finale il regista si distrae con il telefono, le assistenti sembrano notare solo le escoriazioni e non ottiene altro che il famoso: «grazie, le faremo sapere.»

Quando torna a casa, trova Marcello preoccupato per le tante chiamate perse. Gli racconta dell’improvviso provino per la serie di Stream Italia. Lui chiede se almeno abbia avvertito il teatro e lei parte a grattarsi. «’sta malattia che ti sei fatta venire da sola.» Fa Marcello cercando di fermarla.

Cecilia esplode, lo accusa di non credere in lei come una vera attrice, dice di aver bisogno di più tempo. «E smetti di lavorare al Principe!»

Lei però intende un altro tipo di tempo, non che Marcello le impedisca direttamente di recitare, «anzi,» continua soffocando il pianto. «Non mi dici nulla di un bambino anche se so che ti piacerebbe già da morire, ma a quasi trent’anni, come posso davvero trovare il tempo di studiare, di sbagliare, di cercare ancora e ancora, se c’è una casa, un uomo che giustamente vuole essere amato?»

«Oh 'morù, cos'è, mi stai lasciando?»


Sei mesi dopo, fine estate.

Cecilia e Jessica, stese in un letto sotto al poster di Mastroianni, guardano l’ultima scena della serie Roma non dorme mai.

«Marco Cerutti, sei troppo bono pe’ morì!» Si lamenta Jessica e Cecilia le racconta che sta con la giovane attrice Simona Delfino. «Sono la coppia d'ora del cinema italiano.»

In camera entra una signora (72) dicendo che la cena è pronta.


«Si è trasferita dalla ZIA di Torre Maura, continua a grattarsi, a sbagliare provini e a lavorare al Principe. Si iscrive perfino a un corso di sceneggiatura online pur di non pensare, e anche se li usa controvoglia perché prima vorrebbe avere qualcosa da dire, è invitata senza tregua da Jessica a “investire sui social”, ora che è single.»


Dopo cena, Cecilia, rimasta da sola in camera, guarda lo smartphone e si sofferma sullo scatto che il social le segnala con più interazioni: lei stesa con il fondoschiena in bella vista su una spiaggia di Fregene.

Jessica non è riuscita a diventare una commessa di Atelier 22. Per questo il giorno dopo è al settimo cielo quando Cecilia, in un Grand hotel di Via Veneto, indossando l’Elisabetta Franchi davanti alla stilista ANNA STUNE (69) e all’assistente GISELLE (34), ottiene l’ingaggio da modella per l’apertura in autunno della stessa famosa boutique.

La sera, durante il desolante turno al Principe, Cecilia parla al telefono con la madre che chiede novità sui provini del cinema, e se Marcello si sia fatto più sentire.

Dalla porticina del CicaCicaBum, il night accanto, esce Jessica. Ha appena preso il turno libero, vuole uscire a festeggiare, ma a Cecilia non va, si scusa, l’amica prova a insistere. «…non capisco pecché devi buttà il bel sacrificio che stai a .» «Sacrificio? Cazzo dici Je'? Che ho lasciato Marcello per cosa, eh, per fare le foto con il culo di fuori a Fregene? Quando minchia comincia la mia carriera d’attrice?»

Cecilia prova a tornare con Marcello, lo scongiura rinnegando la scelta fatta, ma lui la respinge.

«Ho passato in ginocchio due mesi a pregarti di tornare.» Ormai non si fida più, e poi, adesso anche lui vuole solo pensare al lavoro, ora che l’hanno fatto socio dello studio.

PIER (45), il titolare del Principe, ha organizzato un evento anni ’60 e al locale si presenta un inaspettato tavolo. Cecilia si ritrova a servire due produttori, una regista, e la coppia d'oro del cinema italiano, SIMONA DELFINO (23) e MARCO CERUTTI (30).

Continuando a origliare le conversazioni, tra il vicino festival di Venezia e i tanti impegni della Delfino, tra cui le riprese appena finite di Giuseppina Carasso, Cecilia sente i due produttori, STILE (56) e DEMAN (58), offrire alla giovane attrice un nuovo personaggio nella seconda stagione di Roma non dorme mai.

Alla fine del turno, accompagnata da un bicchiere di troppo, sfuggendo da Pier che voleva presentarla ai produttori, lascia il motorino al Principe e prova a prendere l’ultima metro a Piazza Barberini. Ma nello scendere i gradini, si distrae con il manifesto del nuovo film della Delfino, perdendo l’equilibrio.

«Signorina, tutto bene?»

Di fronte alle grate chiuse della metro, Cecilia si alza da terra ma non riesce a rispondere. Non può credere che a parlare, negli abiti di un clochard, sia Marcello Mastroianni in carne e ossa. Allora lui le chiede di chiudere gli occhi e dopo una prima titubanza, Cecilia si fida. Quando li riapre, la metro non c’è più, al suo posto un’aiuola curata, la musica dai piano bar, i vestiti delle donne, degli uomini, e tutta la frenetica mondanità del 1961.

Continuando a girare lo sguardo, Cecilia si trova di nuovo Mastroianni di fronte, più giovane, vestito come il giornalista de La dolce vita, solo che deve subito cambiarsi, assediato dalle fan. Così, nell’outfit del professor Sinigaglia de I compagni, prende a braccetto Cecilia e si incamminano su per Via Veneto. Lei lo travolge di domande per capire, il grande attore, arrivati a Porta Pinciana, si ferma. «Perché vuoi recitare Cecilia? Qual è il tuo motivo?» Presa in controtempo, abbassa lo sguardo e quando lo rialza per rispondere, Mastroianni è sparito. Attorno, di nuovo la Via Veneto del futuro.

Dopo i servizi al Principe, dicendo di no al barista che le propone da bere, Cecilia torna alla metro le sere successive. Passano una, due sere, si porta un libro di Moravia, familiarizza con il clochard, finché una sera al barista dice di sì. Va alla metro con due birre, una per il clochard, continua a bere, ad aspettare, ma niente, di Mastroianni nemmeno l'ombra. E allora, dopo aver bevuto ancora, risale Via Veneto, entrando rabbiosa dentro Villa Borghese.

«Lo vuoi sapere il motivo schifoso, ma vero, per cui voglio recitare, eh?» urla alla targa a Largo Marcello Mastroianni. Sempre urlando, gli racconta che in un domani, quando il suo Marcello si sarà scordato di lei, lui entrerà in un cinema, o in un salotto «anzi meglio, magari pure con dei bambini!» L’importante è che sia accanto a una donna, e quando il film comincerà, il suo nome, Cecilia Tempo, apparirà nei titoli dal nulla. «Non riesco a pensare ad altro che agli occhi di Marcello mio in quel momento!»

Dal viale interno, un vigilante, sentendola urlare, inizia ad avvicinarsi e quando Cecilia, dopo aver lanciato la ghiaia, sta per lanciare anche la birra contro la targa, appare Mastroianni, che la ferma divertito. I due diventano invisibili e, dopo aver “terrorizzato” l’innocente vigilante, prendono a camminare dentro Villa Borghese.

Cecilia ride ancora asciugandosi trucco e lacrime, Mastroianni dice che Fellini l’ha mandato sulla terra con pieni poteri e una missione: aiutarla a diventare un’attrice; ma dovrà meritarsi sia il suo aiuto che le passeggiate nel passato, e tornerà a trovarla solo se affronterà con coraggio una serie di prove.

Cecilia si ritrova così a barcamenarsi in un agguerrito provino di Forum, a improvvisare della stand up comedy a Piazza Del Popolo e in cambio, la sera dopo il Principe, frequenta locali del passato come Strega e Rosati, dove parla della donna del futuro con un’infervorita Magnani, o suggerisce senza volere a Moravia il titolo di un romanzo che ancora deve scrivere.

Chiede scusa a Jessica, va a correre, guarda vecchi film sotto le coperte, smette di bere (e di grattarsi) e dopo aver letto l’e-mail per le prove di sfilata all’apertura di Atelier 22, si intrufola, come indicato da Mastroianni, in un capannone di Cinecittà.

Nella stanza c’è Marco Cerutti. Sta cercando un personaggio per il suo primo film da regista e nonostante l’ingresso poco ortodosso, il fidanzato della Delfino si invaghisce dell’improvvisazione di Cecilia, invitandola a cena per approfondire il ruolo.

Dopo aver ricevuto conferma da Marco via WhatsApp, prova a chiamare Jessica più volte, che non risponde. Finita la cena, durante la passeggiata digestiva, Marco le propone un nuovo provino prendendole la mano. «Questa volta senza improvvisare, con il personaggio che ho scritto io.» Cecilia guarda la mano. «E in cambio che vuoi? Non sei fidanzato con Simona Delfino?» E il provino sfuma.

Davanti ad una centrifuga in un bar di Via Veneto, Jessica si rammarica per non aver risposto. «Ti raggiungevo al locale e dal bancone (mimando il gesto del mitra con lo smartphone) bam bam bam! Sai che ricatto gli facevamo?»

Cecilia per poco non si piscia addosso, fa per andare in bagno ma, nello spostare la sedia indietro, urta una donna di passaggio. La riconosce subito, è Giselle, l’assistente di Anna Stune, e anche Giselle, dopo essersi ricomposta, ricorda la ragazza con il bellissimo Elisabetta Franchi. «È merito suo!» Fa Cecilia presentando l’amica, e Giselle, inguaiata per il forfait di una modella all’ultimo, propone anche a Jessica di sfilare.

Assieme ad altre modelle, fanno le prove nei locali quasi pronti di Atelier 22. Jessica e Giselle entrano talmente in confidenza che le tre si fermano a bere assieme. Cecilia scopre che all’apertura saranno presenti anche Simona Delfino e Marco Cerutti.

Fa allora per prendere l’ennesimo permesso al Principe ma, questa volta, Pier lo mal digerisce, soprattutto dopo averla vista far tardi al lavoro «per quel cabaret a Piazza Del Popolo.» Lei si licenzia. Pier, mentre esce, dice che proprio giovedì sarebbero tornati i produttori di due mesi fa. «Me li stavo a lavorà per te…»

Fuori dal Principe, Cecilia si incammina verso il motorino e viene affiancata da una Triumph Tr3 del ’59, la stessa che guida Mastroianni ne La dolce Vita e come nel film, al volante c’è lui, con gli occhiali da sole sopra il sorriso.

«Perché mi hai ficcato in quella situazione con Marco Cerutti?». E Marcello le ricorda che il vero lavoro è fuori dal set. «Non l’hai ancora capito che è lì che si recita davvero?»

Il grande attore guida rilassato per le strade deserte, le parla guardando lei e non la strada, e per poco non investe un uomo sbucato dal nulla. È un più che alticcio FRANK SINATRA.

«Mi sono perso Marcello, devo andare al mio aereo a Ciampino!»

Mastroianni e Cecilia, con lei accucciata sul tettuccio della spider, gli danno un passaggio e dopo aver preso una bottiglia di whisky, fanno strada uscendo da Roma, parlando di vendetta e cantando Mina, con cui Sinatra vorrebbe troppo duettare.

Cecilia, e Jessica per ultima, chiudono la sfilata dentro il negozio gremito di Atelier 22. Tra gli ospiti ci sono anche i due produttori e Deman rimane colpito da Jessica in passerella.

Le due, cambiate in un altro abito, spiano i produttori mentre parlano con Anna Stune e, nell’escogitare un approccio, arriva Giselle. Ci pensa l'assistente a introdurle e anche la stilista si ricorda dell’aspirante attrice nel bellissimo Elisabetta Franchi, facendo ponte con Stile. «Scusa Giulio, non stavi dicendo che ti tocca sentire delle nuove attrici?»

Deman punta subito Jessica mentre squilla il telefono di Stile che, scusandosi, si allontana. Jessica fa cenno a Cecilia di seguirlo e, in mezzo alla folla, un uomo prende contro il produttore. Mastroianni lascia il portafoglio di Stile a Cecilia.

Lei lo segue fuori dal negozio, aspetta che finisca la chiamata e ottiene subito tutta la sua attenzione. Si fa invitare nel bar accanto a bere un Gin tonic e, usando il suo essere una grande fan di Roma non dorme mai, visti anche i ritardi per il nuovo regista che vuol sentire altre ragazze, riesce a strappare il provino per Vittoria, la stessa parte che sembrava pronta per la Delfino, proprio prima di incontrarla, ovviamente accanto a Cerutti.

Aiutata da Jessica e dalla zia, studia le due scene su cui il regista provinerà per Vittoria.

Mentre a Cecilia viene data l’azione sulla prima scena negli studi di Stile e Deman, sul divanetto d’attesa di fronte alla segretaria, Simona non capisce perché Marco le abbia dovuto raccontare dell’uscita con quell’attrice. «Cos’è, ti piaceva? Chi è? Voglio sapere il suo nome!»

Deman esce dalla stanza del provino con una sorridente Cecilia, la invita a lasciare il numero alla segretaria, facendo poi entrare Simona e Marco; ma il nuovo regista, nonostante la rimostranza di Deman, chiede che dentro restino solo gli addetti ai lavori, così il produttore riaccompagna Marco alla porta, rassicurandolo sul provino di Simona e chiedendogli la cortesia di allungare alla segretaria il foglio delle attrici da risentire. «Me ne riportasse poi ‘na copia stampata, scusa ancora Marcolì’

Mentre tira una riga di cocaina in bagno, Marco si accorge della presenza di Cecilia tra le attrice e prima di consegnarlo, visti gli orari scritti a penna, le cambia l’orario di convocazione dalle 15 e 30 alle 18 e 30.

Consegna il foglio alla segretaria, esce a fumare, «Cazzo!» Esclama. Torna dentro, chiede l’accendino alla segretaria notando che ha già ribattuto gli orari a PC. Prende il foglio, «lo allungo io a Cesare.» Poi torna fuori e, con lo stesso carattere, ricopia sul cellulare gli orari rimettendo Cecilia alle 15 e 30.

Rientrato con un filo di sudore sulla fronte, chiede alla segretaria di stampargli un soggetto, al cui interno ha inserito gli orari. Distraendola con le doti d’attore sulla stampa in uscita, Marco riesce infine a consegnare a Deman il foglio con Cecilia alle 15 e 30, quando il produttore apre la porta un istante dopo, accompagnando fuori una sorridente Simona.

Sul divanetto di fronte alla segretaria, Mastroianni finisce di osservare con un ghigno beffardo.

La stessa smorfia che mantiene fumando sul sedile passeggero della Triumph, mentre Cecilia, in un elegante abito del passato, guida fischiettando per i viali deserti dell'EUR.

Dopo averla fatta fermare al Gianicolo, osservando il panorama, Mastroianni le dice che è l’ultima volta che si vedranno. «Ormai non hai più bisogno di me.» E siccome deve tornare su, chiede a Cecilia un piccolo favore sulla terra. Un disgraziato regista di teatro, figlio di un amico, ha bisogno al volo di un’attrice per presentare il suo prossimo spettacolo, un piccolo sketch alla Terrazza Testaccio, sabato dopo pranzo, alle 14 e 30, 15,00 massimo.

«Stai scherzando? è lo stesso giorno del provino.» «Ma hai detto che è alle 18 e 30, giusto? Non più di mezz’oretta e hai finito. Fidati, un personaggio bellissimo, fatto apposta per te!»

E Trilly, cenerentola borgatara, piace subito a Cecilia che, non trattenendo le lacrime, gli chiede un ultimissimo incontro.

Sempre aiutata da Jessica, e a suo modo dalla zia, studia così l’altra scena di Roma non dorme mai, in cui Vittoria, figlia di un magnate della comunicazione, litiga con la madre che non si accorge dei giri loschi del marito, e poi Trilly, che spazza le scale aspettando l’invito del principe al ballo di Passoscuro.

Lo sketch della cenerentola borgatara alla Terrazza Testaccio è un successo e Cecilia, mentre raccoglie gli applausi degli spettatori nel giardino condominiale, sente per la prima volta il calore di un vero pubblico. Ma non fa in tempo a riempiersi gli occhi che, tirando fuori il cellulare, arriva silenziosa una chiamata da uno sconosciuto. «Cecilia, ma dove sei?»

Stile, sentendo poi le scuse e gli applausi in sottofondo, le dice che può anche non venire, chiudendo la chiamata. Dalla porta, Deman dice alla Segretaria che la Tempo non verrà, e fa entrare la candidata successiva.

Cecilia, ancora vestita da Trilly, esce dal condominio e monta sul motorino. Attraversa la città tra lacrime e colpi di clacson. Arriva davanti agli studi, le cade il motorino mettendo il cavalletto e Marco, nella sua Jeep parcheggiata vicino, la guarda mentre ci butta il casco sopra.

La segretaria, sorpresa dal suo arrivo, dice che, comunque, è perfettamente in orario. «E allora perché mi hanno chiamata incazzati che mi aspettavano alle 15 e 30?»

Risponde che non lo sa, cerca di tranquillizzarla, continuando a parlare si giustifica dicendo che ha solo ricopiato il foglio di Marco Cerutti.

Cecilia, con la segretaria a inseguirla munita dei suoi orari, fa allora irruzione nella stanza del provino. Ignorando la tavolata con i produttori, il regista e tutti gli addetti ai lavori, si dirige al centro dove, la Delfino e un’altra ragazza, la stanno fissando. «Perché il tuo ragazzo voleva farmi fuori?» Grida a Simona che non capisce. «Chi è ‘sta pazza, oh?»

Ma Cecilia obbliga la segretaria a mostrare il foglio ai produttori che, a quel punto confusi, dicono che la sentiranno dopo. Solo che Cecilia è a “mille” e visto che sa a memoria pure le battute della madre, chiede di essere provinata di fianco a Simona. «Così lo vedete subito chi è la più brava!»

Il regista urla che non è un talent, ma la cosa intriga Deman, Stile lascia fare e siccome Simona non si tira minimamente indietro, nonostante le proteste del regista, viene data l’azione.

La Delfino è impeccabile nelle battute, tagliente nel contatto fisico come da copione, prima di abbandonarsi alla disperazione per aver scoperto le menzogne del padre. E finita la scena, consapevole della sua performance (e dell’outfit di Cecilia) la provoca asciugandosi una lacrima.

Cecilia rimane concentrata, la sua interpretazione non è da meno. Sul contatto fisico, prima di spingere via Simona, l’abbraccia un attimo per poi esplodere nel pianto, e sul finale, quando Vittoria mostra sul telefono le prove che incastrano il padre, invece che scorrere per finta come lei prima sullo schermo, “sblocca” e va nella chat WhatsApp avuta con Marco. «Questo è un camorrista, lo sa tutta Roma!»

Simona tentenna, il regista le chiama la battuta e Cecilia, in un fiume di lacrime, chiude il monologo.

«Ma sai qual è la cosa che mi fa ancora più schifo? È che fino a ieri era il punto di riferimento, la certezza dell'unico uomo che non mi avrebbe mai tradito.»

La Delfino esce stizzita dalla stanza, Stile e Deman commentano tra loro, guardano sorridenti Cecilia solo che lei non riesce a sentirli, allora inizia ad avvicinarsi.

Tra suoni ovattati e beep elettronici, la sensazione di cadere in avanti.


Tra beep elettronici e cannule sottopelle, le unghie consumate di una giovane donna grattano l'escoriazione sull'avambraccio. Di fronte a Jessica, Cecilia si risveglia nella terapia intensiva dell’Umberto I. Ha i capelli rasati e un vistoso cerotto sopra l’orecchio.

Con la bocca “impastata” chiede all’amica se l’hanno presa, «l’ho asfaltata la Delfino amò’.» Poi entrano un dottore e una dottoressa e attacca a urlare accorgendosi del cerotto.

«È normale sentirsi confusi Cecilia. Sei arrivata con un trauma cranico e per operare è stato indotto il coma farmacologico. L'emorragia cerebrale l’abbiamo fermata appena in tempo. Aspettavamo solo il tuo risveglio.»

«L’ambulanza l’ha chiamata un senzatetto dalla fermata della metro Barberini.» Racconta infine la dottoressa, prima di lasciare entrare la MADRE e la zia.

Qualche ora dopo, Cecilia, con lo schienale del letto rialzato, guarda fuori dalla finestra mentre la madre le accarezza la testa. «Senti, ti devo dire una cosa, Marcello ha saputo ed è stato qui tutte le sere. Che dici, vuoi che, vuoi che lo chiamo?»

Cecilia si volta e le urla di chiamarlo, sì, per dirgli di non azzardarsi a tornare mai più, e come impazzita, sempre urlando, inizia a chiedere da scrivere al dottore.

La madre parla con Marcello all’ingresso dell’ospedale, nel frattempo le vengono portati leggio, carta e penna e Cecilia inizia a scrivere durante la degenza. Continua da Zia Maria, poi quando entra in un luminoso bilocale con gli scatoloni aiutata da Jessica; solo la notte molla, tra le lenzuola con il viso illuminato da vecchi film sullo smartphone.

«E scrive, rilegge, riscrive. Decide che non le resta altra soluzione.»

Davanti alla parete arredata solo dal poster di Mastroianni, fogli alla rinfusa e uno specchio, Cecilia si infila in un bell’abito da sera. Ha i capelli ricresciuti un paio di centimetri e, prima di uscire, mette in borsa la stampa di una sceneggiatura.

Guarda Jessica sfilare all’inaugurazione di Atelier 22 e con l’amica spia i produttori al centro del negozio; non stanno parlando con Anna Stune, ma a Stile squilla il telefono e si allontana come nel sogno.

«Spinta dall'amica, lo segue fuori, aspetta che finisca la chiamata.»


«E trova il coraggio per approcciarlo.»

«Senza l’aiuto magico di Mastroianni.»

«Ovviamente.» Ribatte Cecilia davanti a Stile e al suo Gin tonic, seduti nello stesso bar vicino Atelier 22.

Tira fuori dalla borsa la sceneggiatura. «Ma adesso non vuole più essere un'attrice, o meglio, vuole qualcosa di ancora di più.» E lasciando sul tavolo la stampa dal titolo Marcello Mio, prende la mano di Stile, portandosela all’altezza della cicatrice, ormai nascosta dai capelli.

«Ecco dove eravate finiti!» Fa Jessica arrivando con Deman.

Cecilia scrive la sua e-mail sulla sceneggiatura e dopo aver salutato i due produttori si avvia a braccetto con l’amica. Dietro a un albero le sembra di vederlo, ma non c’è nessuno e ne approfitta per voltarsi, sorridendo l’ultima volta a Stile.

«A Giuliè’, ce sei?» Fa Deman al socio che ancora la fissa.

Dietro l’albero, Mastroianni sorride dopo l’ultima occhiata alla scena. Con le mani in tasca, si incammina per il tratto di strada deserta, davanti a Porta Pinciana.


Roma, alcuni anni dopo

Lo stesso tratto di strada è un particolare su un grande schermo TV.

In un ampio ed elegante salotto c’è una DONNA (39) appollaiata sotto il plaid lungo il divano.

Si apre la porta d’ingresso e, dopo aver posato la giacca e la borsa, Marcello entra in sala: i capelli sempre folti, mezza misura, qualche primo filo brizzolato.

La donna sul divano, allargando le braccia, lo invita a stendersi e Marcello, dando le spalle alla TV, si accomoda, la bacia. lei gli fa. «'morù, c’è questo film con il tuo nome, ce lo iniziamo per prender sonno?»

Marcello inizia piano a voltarsi.

La TV è sulla piattaforma Stream Italia, l'immagine ferma sulla pagina di avvio di un film. Dietro l’icona "riproduci", la locandina a tutto schermo: alla base una ragazza illuminata dallo smartphone sotto le lenzuola, e lungo la parete dietro, Via Veneto che sale fino alle stelle. Centrato in alto il titolo:

Marcello Mio, scritto e diretto da Cecilia Tempo.


In sala entra una bambina (4) in pigiama. «Papà papà! Sei tornato.»


fine



da: MARCELLO MIO - sceneggiatura. Deposito Patamu n. 179159 del 16/04/2022

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